lunedì 9 aprile 2012

Il lutto

Matthew Fox, americano, teologo ed ex domenicano, si era fatto conoscere in Italia con In principio era la gioia, un libro felice tutto improntato alla riscoperta della tradizione cristiana dell'amore per la natura - da Tommaso a San Francesco a Meister Eckhart, contro l'ossessione del peccato originale. La guerra del papa - perché la crociata segreta di Ratzinger ha compromesso la Chiesa (e come questa può essere salvata) (Fazi) è invece teso e oscuro. Qui Fox smonta pezzo a pezzo la vita e l'operato di Ratzinger, l'uomo che dopo una disputa durata tutti gli anni Ottanta ha allontanato Fox dall'insegnamento e dall'ordine domenicano nel 1993. Lei scrive che nella Chiesa è in corso uno scisma da quarant'anni.
«Il rifiuto del Concilio Vaticano II mette Roma in una condizione scismatica. Sono stati rifiutati alcuni insegnamenti del Concilio: la decentralizzazione della Chiesa con l'affidamento di poteri decisionali alle conferenze nazionali; l'aumento del contributo dei laici soprattutto nella liturgia; la libertà di coscienza e di discussione per i teologi. La Chiesa ha represso il "sensus fidei" su questioni come il controllo delle nascite; ha eliminato la teologia della liberazione; ha rimpiazzato la teologia del "popolo di Dio" con un'ecclesiologia centrata sulla curia; ha chiuso all'ecumenismo religioso. Tutto ciò soffoca completamente lo spirito e la lettera del Vaticano II. Perciò Roma è in stato di scisma».

Partiamo dall'aneddoto più suggestivo del suo libro. Un suo amico, di fronte a papa Giovanni XXIII e al giovane Ratzinger, dice che secondo alcuni studi Gesù non avrebbe mai detto a Pietro: «Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa».
«Il papa rise e disse: "Be', meglio se scendo da questo trono, allora". Gran parte degli studi biblici concorda che Gesù non disse quelle parole, essendo esse un gioco di parole in greco e Gesù non sapeva il greco. Furono quasi certamente aggiunte quando la questione dell'autorità della Chiesa si fece più urgente».

Lei sembra pensare che non si possa basare il cristianesimo solo sull'Europa. Può esserci unità, se ogni continente porta elementi così diversi? 
 «L'unità non è uniformità.Sulla terra vediamo ovunque unità nella diversità. Le piante e gli animali e gli uccelli sono diversi di regione in regione ma sono pur sempre piante e animali e uccelli. C'è unità nel riconoscimento che la persona e gli insegnamenti di Gesù ruotano attorno alla compassione e alla giustizia; e che il Cristo Cosmico rappresenta la presenza del Divino in noi e in tutti gli esseri».

Lei sostiene che Ratzinger stia cercando di ridimensionare la Chiesa, nel tentativo di renderla compatta e militante.
«L'ossessione di controllare e di considerare l'obbedienza come prima virtù è pericolosissima. Pensi a come 101 pensatori della chiesa sono stati ridotti al silenzio (li elenco tutti nel mio libro); consideri la copertura dei preti pedofili in molti paesi in nome della difesa dell'istituzione».

Uno dei punti chiave del suo libro è il rapporto fra Ratzingere il '68.
«Ratzinger fu scioccato dalle rivolte giovanili del '68: prima come teologo aveva espresso pensieri progressisti al Vaticano II, dopo diventò molto rigido e si concentrò sulla propria ascesa.Dovrebbe domandarsi come mai era così a disagio di fronte al caos».
Secondo lei molti martiri cattolici recenti sono stati lasciati soli dalla Chiesa. La teologia della liberazione ne è un esempio. 
«Il vescovo Camera, Romero, Casigalida, Arns, Leonardo Boff: furono tutti campioni dei diritti della gente, e la gente lo sapeva.Non sarebbe stato meraviglioso se Roma si fosse incontrata con queste persone e avesse detto semplicemente: State prendendo i valori del Vaticano II, come la giustizia, e li state applicando a situazioni pericolose nei vostri paesi. Come possiamo aiutarvi?».
 Il suo libro rivela un grande dolore. 
«Nel mio libro scrivo della necessità di vivere un lutto. Ogni cattolico e ogni cristiano deve vivere il lutto per ciò che è andato perso quando le speranze e le promesse del Vaticano II sono state indebolite. E con il lutto viene una nuova nascita e una nuova creatività per far rinascere la Chiesa».
La sua posizione pare molto leggera sui dogmi. È un bene per gente che ha anche bisogno di struttura e obbedienza? «Se la storia europea del ventesimo secolo ci insegna qualcosa è che dovremmo mettere in discussione un bisogno troppo profondo di struttura e obbedienza». Ratzinger offre ai cattolici una disciplina.
«La disciplina richiede discernimento, non è un valore in sé.
Quando la disciplina serve a creare bellezza e giustizia e amore, è buona e importante».
La sua teologia, così, non diventa un po' soft? «Forse chiamando la mia teologia "soft" la gente tradisce un pregiudizio contro il femminile, visto che riconoscere l'aspetto femminile della Divinità è importante per la mia teologia. Credo, piuttosto, che denunciare chi la pensa diversamente sia un modo finto di essere duri che rivela una mollezza di fondo, una mancanza di autentica forza spirituale e intellettuale».
Ratzinger sarebbe agostiniano mentre lei invece preferisce San Tommaso.
«Ratzinger ha fatto la sua tesi di dottorato su Sant'Agostino. E Agostino ci ha lasciato anche posizioni molto pericolose: dalle tesi sul peccato originale al sessismo ("l'uomo ma non la donna è a immagine e somiglianza di Dio"), fino al dualismo ("lo spirito è ovunque non sia la materia")... Tommaso resiste al platonismo e preferisce Aristotele a Platone perché Aristotele non disprezza la materia. Tommaso studiò la scienza. Era un vero mistico della creazione».

- FRANCESCO PACIFICO La Repubblica 05 aprile 2012 —   pagina 56   sezione: Cultura

sabato 7 aprile 2012

Bufera continua

Giannelli, Corriere della Sera, 4 aprile 2012






Giannelli, Corriere della Sera, 6 aprile 2012

sabato 31 marzo 2012

Il mistero di S. Apollinare

Il permesso per seppellire il capo della banda della Magliana nella chiesa di Sant’Apollinare arrivò direttamente dalla Cei. E’ stato infatti il cardinal Ugo Poletti il 10 marzo 1990 a rilasciare il “nulla osta della Santa Sede alla tumulazione della salma”. Così scrive il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri in una lettera a Walter Veltroni che aveva presentato un’interrogazione sulla questione.

La basilica di S. Apollinare, rileva il ministro, “non è territorio dello Stato del Vaticano” ma gode di un “particolare regime giuridico, definito dalla Corte Costituzionale ‘privilegio di extraterritorialità” che si traduce “nel riconoscimento alla Santa Sede della facoltà di dare all’immobile “l’assetto che creda, senza bisogno di autorizzazioni o consensi da parte di autorità governative, provinciali, comunali italiane”.

Nella lettera del ministro Cancellieri si ammette che ieri pomeriggio sono stati acquisiti documenti che hanno consentito di appurare una serie di circostanze. “In data 10 marzo 1990 il cardinal Ugo Poletti – scrive Cancellieri – rilasciava il nulla osta della Santa Sede alla tumulazione della salma di De Pedis nella Basilica di S. Apollinare”. Il 20 marzo 1990 “monsignor Pietro Vergari, attesta, nella qualità di Rettore della Basilica di S. Apollinare, che la stessa è soggetta allo speciale regime giuridico di cui all’articolo 16 della legge n. 810/29 sopra richiamato. E poi la famiglia De Pedis ottiene, in data 23 marzo 1990, dall’autorità comunale l’autorizzazione all’estumulazione della salma del congiunto dal Cimitero monumentale del Verano per il successivo trasferimento alla Basilica di S. Apollinare in Roma”.

“La famiglia De Pedis chiede nella stessa data, 23 marzo 1990, l’assistenza sanitaria per la traslazione della salma ‘nella Basilica di S. Apollinare Stato Città del Vaticano’. La famiglia De Pedis ottiene in data 24 aprile 1990 dalla autorità comunale l’autorizzazione al trasporto della salma del congiunto ‘da Roma a Città del Vaticano’”. Dei nuovi documenti, chiude la lettera, “è stata informata l’autorità giudiziaria”.

“La lettera del Ministro Cancellieri è molto importante – ha replicato lo stesso Veltroni – fissa dei dati che mutano l’analisi della situazione”. Secondo l’ex segretario del Pd lo status della “basilica di sant’Apollinare consente di mutare, senza autorizzazioni italiane, ‘l’assetto’, così evidentemente intendendosi opere sulla struttura dell’edificio che possono essere effettuate in deroga a permessi amministrativi. Come è ovvio non sono trasferibili a beni non extraterritoriali i benefici previsti per quelli che lo sono. Evidentemente dunque non poteva essere trasferita lì, senza l’ottemperanza alle leggi italiane, una salma traslata da un cimitero sul territorio del nostro paese”, aggiunge. “Il ministro conferma che nessuna autorizzazione di quelle previste dalla legge è stata rilasciata, mai. Anche in ragione del fatto che, secondo le leggi italiane per eseguire queste speciali sepolture è necessario che il defunto abbia acquisito in vita ‘speciali benemerenze’. E non è certo il caso del Signor De Pedis, capo della banda della Magliana”, sottolinea Veltroni. “Dunque questo è il primo profilo di evidente irregolarità della anomala procedura che ha portato alla incredibile decisione di seppellire il capo di una banda criminale in una delle Basiliche di maggiore importanza di Roma”, dice ancora Veltroni. “Ribadisco che per me De Pedis, come ogni cittadino, ha diritto ad una sepoltura dignitosa. Come gli altri. Non di meno, non certo di più – sottolinea – il ministro indica però dei nuovi documenti, ‘pervenuti ieri’ al Ministero. Secondo queste carte, del Comune di Roma, viene realizzata una clamorosa procedura”.

“E’ evidente ora – continua Veltroni – che per questa incredibile decisione si sono aggirate leggi nazionali e alterate le procedure di autorizzazione locale. Perché? Chi lo ha fatto?”, si chiede il parlamentare. Il Ministro, prosegue, “nella conclusione della sua lettera, fa una affermazione importante”: la decisione di informare l’autorita’ giudiziaria. “Chi, come me, ha fiducia nella magistratura sa che non sarà inutile. Se qualche passo in avanti si fa è merito in primo luogo della famiglia Orlandi, di quelle trasmissioni televisive e di quei giornali che non hanno mai smesso di cercare la verità”.

A sorpresa nel dibattito interviene la famiglia di De Pedis, attraverso l’avvocato. I parenti di “Renatino”, spiega il legale, non si opporrebbero a “un eventuale spostamento della tomba del loro congiunto, deciso dall’autorità giudiziaria o amministrativa”. E questo “per mettere fine una volta per tutte a polemiche inutili” e a quella sorta di “linciaggio mediatico che lo vuole per forza coinvolto nel sequestro di Emanuela Orlandi“. Lorenzo Radogna, legale della famiglia dell’ex boss della banda della Magliana, ribadisce che “al punto in cui siamo è davvero improprio parlare di giallo. L’articolo 16 del Concordato Stato-Vaticano stabilisce che ad alcuni immobili, tra cui la basilica di Sant’Apollinare, che insistono sul territorio italiano, la Chiesa può dare l’assetto che creda, senza bisogno di autorizzazioni o consensi da parte di autorità governative, provinciali o comunali italiane. L’autorizzazione del Campidoglio, dunque, non serviva, la sola necessaria era quella del Vicariato, e a darla fu il cardinal Poletti, ma anche questo è risaputo, i documenti sono noti, se ne è parlato tante volte anche in tv”.

Per l’avvocato “sarebbe anche forse il caso di ricordare che la tomba di De Pedis non si trova nella cripta ma nei sotterranei, in una stanzetta, direi un bugigattolo, chiuso da una porta. E se dovesse arrivare un provvedimento che preveda lo spostamento della salma, i familiari non farebbero storie. Anzi, ci stanno pensando seriamente. Gli stessi familiari, del resto, non si erano detti contrari all’apertura del sepolcro, quando sembrava che da quella apertura – ormai sfumata – dipendesse la soluzione di tutti i misteri”.

fonte: il fatto quotidiano, 31 marzo 2012

mercoledì 28 marzo 2012

Il restauro dell' eremo di Val di Sasso

Mercoledì 22 dicembre, alle ore 12.00, presso la sede della Giunta Regionale delle Marche, è stato presentato il progetto di ricostruzione parziale e restauro dell'Eremo.
Infatti, dopo anni di attesa, è stato approvato dalla Regione Marche, proprietaria dell'eremo, un progetto di ristrutturazione e ricostruzione dell'eremo di S. Maria di Valdisasso, con parti riservate alla comunità ed altre ad uso pubblico e con la prossima primavera inizieranno i lavori.
L'impresa che si è aggiudicata il progetto è la ditta Lancia di Pergola, con lo studio Paci di Pesaro e altri architetti di Firenze. Si spera che entro 18 mesi, come è stato convenuto, siano ultimati i lavori.
L'ermo potrà ospitare così pellegrini e persone desiderose di momenti forti di preghiera, ritiro e spiritualità, oltre che offrire l'opportunità di convegni e corsi di formazione e studio per un vasto pubblico di utenti.
È davvero una grande opportunità che viene offerta alla nostra Diocesi, alla nostra terra e alla nostra Regione.
Dobbiamo essere grati al Presidente della nostra Regione, Dott. Gianmario Spacca, e alla Giunta regionale per aver fortemente voluto questa opera, al Sindaco e alla Giunta di Fabriano che l'hanno sostenuta e incoraggiata.
Ci sembra che quest'opera rappresenti una bella testimonianza di una feconda intesa e collaborazione tra varie istituzioni della nostra Regione, sia civili che ecclesiastiche.  

Fonte: Diocesi Fabriano-Matelica

sabato 24 marzo 2012

Potestà genitoriale sui figli naturali

Articolo 317 codice civile

Al genitore che ha riconosciuto il figlio naturale spetta la potestà su di lui.
Se il riconoscimento è fatto da entrambi i genitori, I’esercizio della potestà spetta congiuntamente ad entrambi qualora siano conviventi. Si applicano le disposizioni dell’Articolo 316.
Se i genitori non convivono l’esercizio della potestà spetta al genitore col quale il figlio convive ovvero, se non convive con alcuno di essi, al primo che ha fatto il riconoscimento. Il giudice, nell’esclusivo interesse del figlio, può disporre diversamente; può anche escludere dall’esercizio della potestà entrambi i genitori, provvedendo alla nomina di un tutore.
Il genitore che non esercita la potestà ha il potere di vigilare sull’istruzione, sull’educazione e sulle condizioni di vita del figlio minore.

La Suprema Corte Cassazione (Sez. 1, 10 maggio 2011, n. 10265) si è pronunciata sugli effetti delle disposizioni in materia di affidamento condiviso relativamente alla disciplina dell’esercizio della potestà genitoriale sui figli naturali. In particolare, la Cassazione si è espressa ritenendo che l’art. 317 bis, comma 2, c.c. sia stato tacitamente abrogato dalla L. 54/2006.

Rileva che “i cardini del nuovo assetto normativo (L. 54/2006) vanno individuati nella maggiore centralità che assume l'interesse della prole rispetto alle conseguenze della disgregazione del rapporto di coppia.” La valorizzazione della posizione dei minori si esprime non solo nella richiamata affermazione della bigenitorialità, ma anche nell'attribuzione del godimento della casa familiare, nella previsione del preventivo ascolto del minore, e, per quanto qui maggiormente interessa, nella disciplina della potestà dei genitori.

Si è sottolineata l'esigenza di una disciplina sostanzialmente omogenea fra figli legittimi e naturali, che induce ad attribuire un ampio significato, in virtù di un'interpretazione costituzionalmente orientata, all'art. 4, comma 2, della l. n. 54 del 2006.

Con l'espressione "procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati", il legislatore ha inteso disciplinare tutti i rapporti fra genitori e figli naturali, senza alcuna limitazione - in relazione a una materia nella quale, giova ancora una volta ribadirlo, l'intervento del giudice non presenta i caratteri di imprescindibilità rinvenibili nella regolamentazione della crisi delle coppie coniugate (Cass., 20 aprile 1991, n. 4273) -, alle ipotesi caratterizzate da controversie in atto. Di certo non può e non deve escludersi un intervento giudiziale, sia in caso di disaccordo, sia per dettare, nell'interesse esclusivo del minore, una disciplina difforme rispetto alle previsioni di cui all'art. 155, c. 3, c.p.c..”.

In morte di Francesco Guccini

"Non era un accordo così definito come quello che Francesco stabilì con Piero, circa l’impegno a tornare e a dare informazioni di prima...