mercoledì 27 ottobre 2010

il privilegio del viaggio

Ho viaggiato molto, ho visitato e ho vissuto in molti altrove.
E lo sento come un grande privilegio, perché posare i piedi sul medesimo suolo per tutta la vita può provocare un dannoso equivoco, farci credere che quella terra ci appartenga.

(Antonio Tabucchi, da "il Fatto Quotidiano" del 27 ottobre 2010)

lunedì 25 ottobre 2010

cercare il senso della storia

Bisogna immergersi nella storia, conoscerla profondamente. Non potete fare a meno di conoscerla, di studiarla, e di studiare non solo la storia della chiesa, ma anche la storia della civiltà e della società civile, di quella che noi chiamiamo la ”storia mondana”. Perché il mondo c’è; il mondo non è certo il Regno di Dio, non è neanche il Regno di Dio in mysterio come la Chiesa, è però una componente essenziale dell’opera del Creatore e del Redentore. Quindi bisogna averne il senso, non semplicemente leggere la cronaca.

(Don Giuseppe Dossetti nell’ultima conversazione tenuta a Montesole il 21 giugno 1996)

Prossimamente!

mercoledì 20 ottobre 2010

principi di vita

Niente domandare e niente rifiutare. (S. Francesco di Sales)

Elio Sgreccia nominato cardinale

(ANSA) - ARCEVIA (ANCONA), 20 OTT - Il Papa ha nominato mons. Elio Sgreccia, 82 anni, nato ad Arcevia, fra i 24 nuovi cardinali che riceveranno la porpora nel Concistoro del 20 novembre. Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, Sgreccia ha detto: ''Mi commuove l'attenzione, la benevolenza del Santo Padre. La recepisco come un incoraggiamento per il lavoro che umilmente ho cercato di fare'' nella promozione della vita umana. ''Per me e' stata una sorpresa: e' una nomina, direi, neppure sognata da lontano, perche' vengo da una famiglia umile e finora ho svolto un lavoro di studio, in questi ultimi tempi impegnato soprattutto nella bioetica''. Avendo piu' di 80 anni, Sgreccia non ha diritto di voto in un eventuale Conclave.(ANSA)

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto.


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. .
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Luca 12, 39-48

martedì 19 ottobre 2010

All'improvviso

" Mi era arrivato addosso all'improvviso quel treno in corsa del cancro assassino.
Mi aveva fatto stramazzare perché io mi fermassi. Perché io riflettessi. 
Perché io capissi.
Perché riprendessi il filo quasi spezzato della mia vita e ritrovassi lo scopo e il perché dell'esistenza.
Perché ripensassi ai miei giorni marginali, che erano stati la maggioranza di quelli vissuti, e non li rivivessi mai più, pochi o molti che fossero quelli che mi restavano. 
Perché finalmente realizzassi che il valore della vita non è nella vita stessa - magari ce ne saranno altre di vite in altri mondi - il valore supremo è dentro le piccole cose che compongono il quotidiano, il qui e ora, alle quali non diamo mai importanza, o ne diamo troppo poca. 
Perché sprechiamo il valore delle cose che contano veramente. 
Perchè ci arrabbiamo e ci perdiamo dietro inutili discussioni, fangose polemiche, patibolari decisioni. 
Perchè pensiamo che il bello e il buono sono sempre altrove, lontano da noi. 
Invece sono qui, davanti a noi, ai nostri piedi, e non ce ne accorgiamo finendo con calpestarli e ucciderli. 
Perchè il buono delle cose non è mai così nascosto da non riuscire a scorgerlo, a vederlo, ad assaporarlo.
Perchè è bella la vita, bello il sole e il freddo dell'inverno, bellissima una giornata di primavera e dolcemente bello il venticello leggero che l'accompagna. 
Ma chi si ferma mai a riflettere su queste banalità quotidiane?"

Pietro Calabrese, L'albero dei mille anni. All'improvviso un cancro, la vita all'improvviso

Il Papa degli ultimi

  In questa maestosa piazza di San Pietro, nella quale papa Francesco tante volte ha celebrato l’Eucarestia e presieduto grandi incontri nel...